Nicoletta Brenna, L’opera dell’Uomo (Marzapane)L’opera della Natura (Bacche)

La Parola di Dio

Preparerà il Signore degli eserciti

per tutti i popoli, su questo monte,

un banchetto di grasse vivande, un banchetto di vini eccellenti,

di cibi succulenti, di vini raffinati.

(Isaia 25, 6-7)

L’opera dell’Uomo (Marzapane)

L’opera della Natura (Bacche)

Commento

Il mondo in cui visse il profeta Isaia, a differenza del nostro, era segnato dalla scarsità del cibo. La maggioranza del popolo poteva contare su poco cibo, guadagnato con fatica. Non è quindi irragionevole che il Signore, per far intendere agli uomini qualcosa della beatitudine che li attende alla fine dei tempi, ispiri al profeta l’immagine di un fastoso banchetto regale. Ricco di cibi e vini di grande pregio, il banchetto è segno della sovrabbondanza divina alla quale gli uomini sono chiamati a partecipare per i secoli dei secoli. Nessuno popolo è escluso da questa fantastica festa, in cui il desiderio dell’uomo sarà soddisfatto, oltre ogni misura, da Dio stesso. Un desiderio di pienezza di vita e di gioia che sono simboleggiati rispettivamente dai cibi succulenti e dai vini raffinati.

Nel Nuovo Testamento, in cui le promesse fatte nel corso dell’Antico vengono esaudite innanzitutto in Gesù di Nazareth. Il Signore non si limita ad offrire il banchetto, ma si mette pure a servire l’umanità seduta comodamente a tavola. Lo aveva ben compreso sant’Agostino: «volete sapere quel che vi sarà lassù? Il Signore stesso afferma dei suoi servi: Io vi assicuro che li farà mettere a tavola e passerà lui stesso a servirli [Lc 12,37]. […] Ma dove? Nel banchetto celeste del quale dice: Io vi assicuro che molti verranno dall’Oriente e dall’Occidente e staranno a tavola con Abramo, con Isacco, e con Giacobbe nel regno dei cieli [Mt 8,11]» [Agostino, Discorso 103,5.6].

Il servizio che il Signore Gesù compirà per le donne e gli uomini è un’immagine escatologica dell’amore folle e paradossale di Dio per noi. Lo stesso Signore che ha detto: «non vi chiamo più servi […], ma vi ho chiamato amici» (Gv 15,15), esprime la sua divinità e la sua umanità nell’invitarci a tavola per portaci piatti che ci renderanno felici… come sa qualsiasi persona che ha amici: la gioia di chi invita e serve ciò che ha preparato si rispecchia nella gioia di chi sta a tavola e gode del dono ricevuto!

Marco Salvioli

Nicoletta Brenna presenta un’opera fotografica e precisamente un dittico che ben rappresenta il contenuto del passo biblico di Isaia.

Abbiamo infatti due immagini di frutti che ci mostrano l’abbondanza e la varietà dei doni che Dio ha dato all’uomo attraverso una natura rigogliosa e generosa. In realtà dal titolo si evince la dicotomia sulla quale lavora l’artista: all’immagine L’opera della natura-bacche accosta L’opera dell’uomo-marzapane, contrapponendo quindi il frutto spontaneo della natura al frutto del lavoro dell’uomo. Brenna introduce così uno dei temi cari alla sua ricerca artistica: il rapporto tra naturale ed artificiale, tra vero e verosimile. Nelle sue opere indaga spesso l’esigenza dell’uomo di ricreare la natura, analizzando in che modo egli tenda a riprodurre il naturale sotto varie forme.

In Bacche molto interessante è la capacità dell’artista di cogliere il particolare e di esaltarne l’estetica; notevole è anche la prospettiva dell’inquadratura che dona profondità all’immagine, sottolineando l’aspetto architettonico della composizione, che non cela la valenza realistica e spontanea dell’istante in cui avviene lo scatto, ma restituisce allo spettatore la sensazione di trovarsi di fronte all’improvvisa e inaspettata bellezza che solamente la natura sa regalare.

In Marzapane l’attenzione viene catturata invece dai molteplici riflessi di luce che si infrangono sulla superficie di fichi d’india, mandarini, pere e fichi, rivelandone l’artificiosità. I colori accesi, la regolarità delle forme, la superficie lucida e liscia, e la texture delle foglie sono altri elementi che ostentano non solo la natura artificiale dei frutti ritratti, ma anche quella dell’immagine stessa. Le grandi dimensioni delle fotografie stampate su alluminio Dibond amplificano gli aspetti caratterizzanti delle immagini e aiutano lo spettatore a coglierne le differenze. Quest’opera ci permette di riflettere sul significato di immagine e mostra quale potenza significante possa suscitare la fotografia all’interno delle arti visive.

Mariacristina Maccarinelli

Autore

Nicoletta Brenna – Como, 1961

Ha conseguito la laurea in Architettura al Politecnico di Milano con una tesi sull’archeologia industriale. Successivamente ha seguito, presso l’Istituto Carducci di Como, il corso di “disegno dal vero e di figura” tenuto dal Maestro Germano Bordoli e ha partecipato al corso di “tecniche di incisione” tenuto dalla Pittrice e Restauratrice Alessandra Collina di Como. Nel 2007 è stata cofondatrice del gruppo artistico “Quartodecimo” di Como e nel 2010, con altre artiste, ha fondato il gruppo “Animus-Anima” di Laglio. Attualmente insegna “incisione e calcografia” presso l’Istituto Carducci di Como. Dal 2003 partecipa a varie manifestazioni artistico – culturali.

Opera

L’opera della Natura (Bacche) – L’opera dell’Uomo (Marzapane)

2015

Stampe fotografiche su alluminio

Cm 80 x 100

Collocazione

Sede Largo Gemelli, edificio Gregorianum, ingresso Biblioteca Centrale

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