Marica Moro, Grains Genesis

La Parola di Dio

Dio disse: “Facciamo l’uomo a nostra immagine, secondo la nostra somiglianza: dòmini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutti gli animali selvatici e su tutti i rettili che strisciano sulla terra”. E Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò: maschio e femmina li creò. Dio li benedisse e Dio disse loro: “Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra e soggiogatela, dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente che striscia sulla terra”. Dio disse: “Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra, e ogni albero fruttifero che produce seme: saranno il vostro cibo. A tutti gli animali selvatici, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli esseri che strisciano sulla terra e nei quali è alito di vita, io do in cibo ogni erba verde”. E così avvenne. Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona. E fu sera e fu mattina: sesto giorno.

(Genesi 1, 24-31)

Marica Moro, Grains Genesis

Commento

È un brano, questo di Genesi, che parla della ricchezza del mondo vivente: gli uccelli del cielo, le bestie del mare, gli animali terrestri. In termini attuali, affronta il grande tema della biodiversità, una natura incredibilmente ricca, variegata, sovrabbondante. Una ricchezza che si mostra non solo in varietà di forme, colori, suoni ma anche in relazioni preziose e delicatissime tra ambiente, organismi viventi e uomo, relazioni fondamentali per la vita e per il futuro degli abitanti del pianeta. Il cibo, per esempio: che siano semi, erba verde, frutti o bestiame, Dio pone questa fitta rete di nutrimento e interscambio come costituente stesso della Creazione, come legame strutturale che connette ogni organismo in un sistema perfetto. Ma oggi questo meraviglioso giardino subisce la minaccia di attività dell’uomo che si basano su uno sfruttamento non sostenibile delle risorse naturali. Non vi sono più sufficienti “erbe che fanno seme e alberi fruttiferi” per il nutrimento adeguato di tutta la famiglia umana. È quindi necessario ripensare sostanzialmente la relazione di reciprocità tra essere umano e natura. Come ci indica chiaramente Papa Francesco nella Lettera Enciclica LAUDATO Sì, l’uomo ha il compito fondamentale di «coltivare e custodire » il giardino del mondo (Gen 2,15). Coltivare vuol dire produrre e rendere disponibili i frutti della terra, grazie all’opera dell’uomo; custodire è tutelare l’ambiente e la natura e preservarne la fertilità per le future generazioni.

Custodi di questo mondo, non lo contempleremo passivi né lo sfrutteremo famelici: passeggeremo nei suoi giardini, interrogando la natura, ammirandola nelle sue incredibili e invisibili perfezioni, provvederemo ai suoi figli, restituendolo un giorno a Chi ce l’ha affidato. È un cammino difficile, sospeso su un equilibrio da ricercare in ogni momento, consci della fragilità nostra e di ciò che ci circonda. Sapendo, però, colmi di speranza, che «Tutto è vostro, ma voi siete di Cristo e Cristo è di Dio» (I Corinzi 3, 21-23).

Pier Sandro Cocconcelli

Marica Moro, Grains Genesis-2

Cosa significa oggi far nascere e crescere un seme? Quali dinamiche si affermano durante questo processo? La coltivazione può essere vista anche come pratica di crescita sociale collettiva? In un momento di crisi di valori come quello attuale, la produzione agricola e la gestione delle risorse naturali può rappresentare una forma di resistenza all’imposizione di modelli socio-economici costituiti, ma soprattutto una pratica contro lo sfruttamento della terra attraverso sistemi altamente tecnologici e sempre più artificiali. L’arte in rapporto a questi interrogativi è riuscita ad attivare nel tempo e in contesti diversi sistemi di produzione alternativi basati sullo scambio e la partecipazione, operando anche in funzione della costruzione di una coscienza e di immaginari basati su narrative non comuni legate all’elemento vegetale. Coltivare un orto comunitario in città, disegnare grandi spazi aperti con tipologie diverse di coltivazione, così come rappresentare la nascita di un seme in uno spazio di pubblico passaggio, diventano metafore, seppur su scale diverse, del valore che oggi è possibile assegnare al vegetale e alla sua efficacia nel ricondurci ad una riflessione di un gesto semplice quanto primario dell’uomo, quello di gettare un seme nella terra, prendersene cura e attendere il suo sbocciare.

L’installazione Grains genesis di Marica Moro racchiude in sé su una scala imponente il mistero e la forza di questo gesto. Ciascuno degli elementi che caratterizza l’installazione conserva un significato fortemente simbolico: il vaso che è grembo, contenitore ma anche strumento adottato dall’uomo per stimolare e implementare la coltivazione in serra o nei giardini, luoghi in cui si stabilisce e si rinnova un rapporto di complicità tra uomo e natura; la terra madre che dà nutrimento ed è allo stesso tempo frutto della fatica dell’uomo; il riso, primo fra gli alimenti più diffusi sul pianeta, che nell’installazione si presenta come un chicco già libero dalla foglia che lo avvolge fino al momento della sbramatura. Questi elementi trattati a terra cruda con resina e acqua rimandano non solo alla forza e alla potenza di quel processo prezioso che è la nascita e la crescita di un seme ma anche al lavoro dell’uomo alla sua mano che lo permette e lo rende cibo e sostanza universale..

Caterina Iaquinta

Autore

Marica Moro – Milano, 1970

Dopo la laurea in Arti visive e Discipline per lo Spettacolo all’Accademia di Belle Arti di Brera, ha esposto in molte mostre e manifestazioni in Italia e all’estero; negli ultimi anni la sua ricerca artistica spazia dalla video animazione all’installazione scultorea, fino alla contaminazione tra pittura e arte digitale. Da alcuni anni collabora anche con alcune aziende di Design.

Opera

Grains Genesis

2015

PVC e pitture ad acqua

Cm 150 x 280

Vaso con chicchi di riso o germogli, 2015. Realizzato in materiale plastico delle dimensioni: diametro 1,50 m altezza 2,80 m nel caso del germoglio, con sottovaso diametro 2m

Collocazione

Sede Largo Gemelli, edificio Monumentale, Cortile S. Bernardo

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