Maria Teresa Ortoleva, Triumphus Visionis (Bestiario)

La Parola di Dio

Allora Pietro raccontò per ordine come erano andate le cose, dicendo: «Io mi trovavo in preghiera nella città di Giaffa e vidi in estasi una visione: un oggetto, simile a una grande tovaglia, scendeva come calato dal cielo per i quattro capi e giunse fino a me. Fissandolo con attenzione, vidi in esso quadrupedi, fiere e rettili della terra e uccelli del cielo. E sentii una voce che mi diceva: Pietro, àlzati, uccidi e mangia! Risposi: Non sia mai, Signore, poiché nulla di profano e di immondo è entrato mai nella mia bocca. Ribattè nuovamente la voce dal cielo: Quello che Dio ha purificato, tu non considerarlo profano.

(Atti 11, 4-17)

Maria Teresa Ortoleva, Triumphus Visionis (Bestiario

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Commento

Una visione estatica apre questo passo degli Atti. Lo psicologo è subito messo nella scomoda posizione di confrontarsi con un fenomeno estremo, quasi estraneo all’esperienza quotidiana. Il che radicalizza una sua difficoltà abituale: restare nella pertinenza della propria scienza (empirica) e rispettare la complessità di senso nei fenomeni che osserva, inevitabilmente ridondante rispetto alle possibilità del suo sapere. Ciò premesso, due note di commento.

Il tema della visione riporta al capitolo delle immagini autogene. La moderna psicologia ne ha approfondito l’indagine partendo dal sogno e ne ha poi delineato due diversi percorsi: spesso intrecciati nell’esperienza individuale ma chiaramente differenziati negli esiti. In uno, la “visione” è il prodotto della ripetitività patologica della mente (il delirio è forse l’espressione più emblematica di questa modalità).

Nell’altro, la “visione” è il prodotto di una costruzione originale e innovativa della mente (il pensiero creativo è la manifestazione più evidente di questo percorso).

Ripetitività e rigenerazione di schema polarizzano dunque due stati della mente le cui “visioni” portano a implosione o a sviluppo: possibilità sempre presenti e costantemente in gioco nell’esperienza di vita.

Sembra che Pietro si sia trovato di fronte ad uno snodo cruciale in cui i due esiti erano equi-possibili: a lui e alla prima comunità cristiana impegnata a confrontarsi con “gli altri” (i non Israeliti, gli impuri).

E sembra che la visione di Pietro sia stata una buona visione, in grado di sostenere uno sviluppo della prima comunità cristiana sintonico con il messaggio evangelico. Se sia stata “farina del sacco” di Pietro o di Qualcun Altro, lo psicologo non sa dire e, dunque, tace. Egli sarebbe comunque felice se altre visioni sul modello petrino potessero abitare il mondo di oggi: a sostenere l’inclusività di tutti gli uomini in una stessa possibilità di crescita e di salvezza; oltre i muri che il consorzio umano con patologica ostinazione si impegna a reinventare.

Albino Bosio

Prendendo spunto dalla visione di San Pietro, Maria Teresa Ortoleva, giovane artista multimediale che vive e lavora tra Londra e Milano, propone un’installazione site specific dal titolo Triumphus Visionis (Bestiario) per lo Scalone d’Onore dell’Università Cattolica di Milano. Lo spazio viene trasformato con un turbinio di stoffe, panneggi e proiezioni digitali. Un drappeggio sontuoso scende dal soffitto e avvolge lo spettatore che, come attraverso un caleidoscopio, viaggia con lo sguardo e con la mente. Lo Scalone diviene così da luogo fisico luogo di visione.

Sugli elementi tessili, delegati a trasformare lo spazio dell’architettura in uno spazio virtuale, si susseguono motivi zoomorfi, costruiti e composti attraverso elementi di illustrazioni naturalistiche e fantastiche di varia provenienza temporale e geografica. Ortoleva intende così creare, attraverso tecnologie contemporanee, un bestiario comprensivo di figure e simbologie tradizionali con rimandi ed associazioni che ricordano la rigogliosità naturale della Sala delle Asse di Leonardo da Vinci.

L’artista con quest’installazione raggiunge una tappa significativa del suo percorso: durante le sue ricerche, affascinata dalle proiezioni di Tony Ousler e dalle performances di Joan Jonas, si è accorta come il terreno dell’immaginazione sia la memoria; tutto ciò in cui ci si imbatte lascia come un frammento all’interno della propria mente che in seguito riaffiora e viene rielaborato. Così percezione e memoria si intersecano, fotografia e installazione si uniscono nella proiezione, dando vita ad un tripudio di motivi, fantasie e fantasmagorie.

Ginevra Addis

Autore

Maria Teresa Ortoleva – Milano, 1990

Dopo il diploma in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera e ha conseguito con Distinction il Master of Arts alla Slade School of Fine Art, London (2014). Il suo lavoro artistico di ricerca sui processi immaginativi analizza per mezzo del disegno, dell’installazione e del digitale l’integrarsi di percezione e memoria nell’esperienza visiva e conoscitiva di luoghi e oggetti. Tra le mostre si contano: una presentazione alla Drawing Room (Londra, 2015), Fondazione Rivolidue (Milano, 2014), University College London (Londra, 2013 e 2014), Wysing Arts Centre (Cambridge, 2013), presenza al MIA Fair con lo Studio Maffei (Milano, 2011) e Palazzo Mezzanotte (Milano, 2010).

Opera

Triumphus Visionis (Bestiario)

2015

stampa inkjet su chiffon

cm 280x800x250

Collocazione

Sede Largo Gemelli, edificio Monumentale, Scalone d’Onore

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