Luigi Vollaro, Prendete, questo è il mio corpo

La Parola di Dio

Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo

(Giovanni 6, 51)

Luigi Vollaro, Prendete, questo è il mio corpo

Commento

Nell’Eucaristia il creato trova la sua maggiore elevazione. La grazia, che tende a manifestarsi in modo sensibile, raggiunge un’espressione meravigliosa quando Dio stesso, fatto uomo, arriva a farsi mangiare dalla sua creatura. Il Signore, al culmine del mistero dell’Incarnazione, volle raggiungere la nostra intimità attraverso un frammento di materia. Non dall’alto, ma da dentro, affinché nel nostro stesso mondo potessimo incontrare Lui. Nell’Eucaristia è già realizzata la pienezza, ed è il centro vitale dell’universo, il centro traboccante di amore e di vita inesauribile. Unito al Figlio incarnato, presente nell’Eucaristia, tutto il cosmo rende grazie a Dio. In effetti l’Eucaristia è di per sé un atto di amore cosmico: Sì, cosmico! Perché anche quando viene celebrata sul piccolo altare di una chiesa di campagna, l’Eucaristia è sempre celebrata, in certo senso, sull’altare del mondo. L’Eucaristia unisce il cielo e la terra, abbraccia e penetra tutto il creato. Il mondo, che è uscito dalle mani di Dio, ritorna a Lui in gioiosa e piena adorazione: nel Pane eucaristico la creazione è protesa verso la divinizzazione, verso le sante nozze, verso l’unificazione con il Creatore stesso. Perciò l’Eucaristia è anche fonte di luce e di motivazione per le nostre preoccupazioni per l’ambiente, e ci orienta ad essere custodi di tutto il creato.

Laudato si, 236

Il brano del Vangelo secondo Giovanni esemplifica il senso dell’Eucaristia, sacramento rivelatore dell’interezza di Gesù: il suo venire dal cielo e unirsi al mondo divenendo nutrimento reale, pane e carne per i suoi discepoli. Il testo evangelico continua narrando come i Giudei si dimostrarono scettici nel mangiare la carne del Signore e ancora, come Gesù esortò loro a farlo, garantendo ciò come unica condizione per accedere alla vita eterna. Nutrimento, dunque, come fusione, incontro e compenetrazione. Così, la scultura di Luigi Vollaro propone un incontro di forme e materiali che, per quanto dissonanti, apparentemente inconciliabili, trovano un punto di incontro, una strada che appare essere l’unica percorribile. Il disco superiore della scultura, in ottone, lucido, liscio, perfettamente uniforme, richiama esplicitamente all’Eucaristia e si presta a essere letto come un dono che dal cielo discende verso la Terra. Viceversa, la parte inferiore della scultura, composta da due tronchi di forma irregolare, nervosa, animata da ossidazioni del rame e da un trattamento dinamico della superficie, converge al centro dello spazio scultoreo, divenendo il luogo della ricezione, quasi una bocca in attesa del nutrimento. Lo sguardo percorre la composizione in senso discensionale e ne individua la simbologia. L’uniformità curvilinea del disco si scontra/incontra con la spigolosità geometrica dello spazio disegnato dalle parti in rame: il congiungimento, la fusione è avvenuta e l’armonia conquistata rivela, agli occhi dell’osservatore scettico come lo erano i Giudei, un inaspettato equilibrio, preciso e inevitabile. L’incastro delle forme, l’elegante accordo fra le cromie dei materiali rappresenta la fusione auspicata, simbolo della fede e della salvezza eterna.

Autore

Luigi Vollaro – Scafati (Sa), 1949

Si forma come scultore presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli. Affermatosi già negli anni Sessanta ha fatto parte di uno dei movimenti artistici più vivaci e prolifici che si siano visti di recente nell’Italia meridionale, la cosiddetta ‘Scuola di Scafati’, attiva tra gli anni Ottanta e Novanta. Ha indagato con illuminante acutezza il rapporto tra le proprietà fisiche dei materiali e la possibilità di articolarli in strutture plastiche e spaziali, rileggendo in tal senso buona parte della scultura italiana del novecento.

Opera

Prendete, questo è il mio corpo

2006-2007

Rame e ottone

Cm 49 x 37 x 20

Collocazione

Sede Largo Gemelli, ingresso Cappella Sacro Cuore

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