Franco Bianchetti, Askein

La Parola di Dio

Ed egli disse loro: “Quando pregate, dite:

Padre, sia santificato il tuo nome,

venga il tuo regno;

dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano,

e perdona a noi i nostri peccati,

anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore,

e non abbandonarci alla tentazione”

(Luca 11, 2-4)

Franco Bianchetti, Askein

Commento

È noto che il brano di Luca, riguardante la preghiera insegnata da Gesù ai suoi discepoli, si distingue da quello di Matteo: nel primo le richieste al Padre sono cinque, nel secondo sono sette. Entrambi i brani, tuttavia, poggiano sulla invocazione di un discepolo al Maestro: “Insegnaci a pregare”.

È possibile rilevare, in siffatta richiesta, non soltanto un innegabile desiderio di conoscenza, ma altresì la disponibilità ad apprendere nuove modalità comunicative per rivolgersi a Dio. Sulla scorta di tale precisazione, la riflessione sul brano di Luca permette di enucleare alcuni elementi di carattere pedagogico-educativo oltremodo significativi.

Spicca, in primo luogo, l’immagine di Gesù come Modello educativo per eccellenza, dal quale sono esemplificati stili di vita, schemi di comportamento, criteri operativi attenti al bene dell’uomo e tesi a favorire il corretto procedere dei rapporti interumani. Gesù è il mediatore tra l’uomo e Dio, è colui che incarna la Parola del Padre e si costituisce come tramite nel processo di insegnamento-apprendimento che si instaura.

La comunicazione tra l’uomo e Dio non si esaurisce nel contenuto trasmesso e nel soddisfacimento delle richieste: pane, perdono, tutela dalle tentazioni. In essa occupa un posto di primaria importanza la modalità del chiedere, ossia l’atto del pregare, riconoscendosi figli di un Padre misericordioso, affidandosi al Suo amore infinito, confidando nel Suo perdono. Nel brano di Luca c’è una vera e propria accentuazione del valore educativo del perdono, che va ben oltre il mero perdonare le colpe altrui. Esige, invece, un movimento previo di indiscutibile significato formativo: il riconoscimento dei propri limiti, mancanze, fragilità è presupposto fondamentale per comprendere e perdonare limiti, mancanze, fragilità dell’altro.

Infine, dal brano di Luca è sottolineato il valore educativo della preghiera. Essa sostiene nelle prove e costituisce un elemento di ricerca di perfezionamento personale. Non si esaurisce nel semplice richiedere interessato, in una “preghiera di domanda”, bensì si delinea come momento privilegiato per l’incontro dell’uomo con Dio. Il modo di pregare, d’altro canto, non è statico né standardizzato: segue un ritmo evolutivo, divenendo espressione della maturità della singola persona.

Luigi Pati

Lastre di ferro segnate dal trascorrere della vita, piombo che si modella per aprirsi ad accogliere un grumo di vetro scuro, di un blu notte che solo a tratti lascia intravedere la sua luminosità: metalli scuri e forti per sostenere due lastre trasparenti, sottili, quasi incorporee, dove quel blu così denso ritrova la sua trasparenza, si riveste di una nuova lucentezza. Questi gli elementi che compongono la scultura di Franco Bianchetti, uno dei rari artisti che ha fatto del vetro il materiale privilegiato. Materiale che, nel suo lasciarsi trapassare dalla luce, varia di continuo e instaura un dialogo con l’ambiente, lo coinvolge nel suo spazio, proiettando in esso i propri colori in perenne movimento. E il colore è per l’artista bergamasco il nucleo significante delle sue creazioni in quanto luogo in cui la luce per un istante può sostare e la mutevolezza del vivere trovare la sua origine.

Qui è il blu, colore profondo e spirituale, a parlarci di Askein, ovvero di ascesi. Un blu denso e cupo che va schiarendosi, solcato da lame trasparenti.

Si risente l’eco di Donna dell’Apocalisse (2006) nell’accostamento tra il cristallo-materia informe e la superficie vitrea limpida, sottile. In questa ambivalenza risiede tutto l’uomo, massa plastica resa grave dalle avversità dell’esistenza, dalla sua ruvidezza e resistenza metallica, ma allo stesso tempo capace di luce. È attraverso l’ascesi che questo uomo, a fatica, si libera dalla sua pesantezza e si protende verso l’alto. Si assiste, così, al passaggio dalla pietra vetrosa alla lastra obliqua che inizia il suo percorso di liberazione fino ad elevarsi, a divenire chiara traiettoria verticale. Allo stesso tempo la plasticità perde la sua consistenza fisica, assottigliandosi nella trasparenza.

“Liberaci dal male”: è la preghiera dell’uomo che chiede di essere condotto nell’ascesi, accompagnato nel suo cammino di elevazione spirituale; “Dacci oggi il nostro pane quotidiano”: è il grido di chi, attraverso il pane, anela al Padre. Ecco, dunque, che il nostro sguardo dalla base dell’opera è condotto attraverso il colore verso la luce, invitato a farsi esso stesso preghiera, elevazione, ascesi.

Sara Meda

Autore

Franco Bianchetti – Capriolo (Brescia), 1956

Dopo il diploma al liceo artistico di Bergamo compie studi di Storia dell’Arte al Dams di Bologna. All’inizio degli anni ’80, in collaborazione con Riccardo Casati e Renato Roberti, intraprende la sua attività nell’officina Santhomé. Qui sviluppa una ricerca che partendo dalla tradizionale arte della vetrata si avvia verso soluzioni plastiche più libere e autonome. Alcune sue opere si trovano al Musée Suisse du Vitrail (Romont), presso la Collezione APAS di Ginevra (Svizzera) e presso la Fondazione Arte e Spiritualità di Brescia. Nel 2006 si aggiudica il concorso internazionale per la realizzazione di 10 sculture nel monastero Mariahilf di Passau (Germania).

Opera

Askein

2000-2015

Vetro , piombo, ferro

Cm 205 x 135 x 35

Collocazione

Sede Largo Gemelli, ambulacro Cappella S. Francesco

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